Marco Andreani

Digital Strategist

Marco Andreani

Digital Strategist

Campagna di sensibilizzazione digitale

marco - 04/05/2016

campagna-digitale

Sono convinto che sia necessaria una campagna per la sensibilizzazione nei confronti delle professioni digitali. E il target non può che essere il cliente, potenziale o acquisito.

Troppo spesso mi trovo a dover raccontare, spiegare, dimostrare, giustificare un lavoro che per la maggior parte delle persone rappresenta poco più di un passatempo da smanettoni.

Troppo spesso mi capita di dover “convincere” il mio interlocutore, giustamente privo della base necessaria a poter anche solo affrontare una discussione sul tema. Il digitale, sviluppo, marketing, analytics, social, etc, appare come “tutto e niente”, e

una tale mancanza di definizione e di confini apre le porte a dubbi, interpretazioni, campane, opinioni di ogni genere.

Ecco perché mi trovo sovente a domandarmi cosa fa di un professionista web un bravo professionista web. La risposta penso che risieda prima di tutto nella

capacità di far percepire al cliente il valore del proprio operato.

In questo senso il concetto di dimostrazione è fondamentale. Il digital necessità di dimostrazione, di obiettivi da misurare, di numeri da analizzare, di incrementi di fatturato o di reputazione o percezione di un brand, prodotto o servizio. Ma, lato azienda che acquista un servizio o un prodotto digitale, per fare tutto questo serve affidarsi a qualcuno, crederci, investirci.

La miopia è bandita. Se non vedi oltre il tuo naso non pensare al digitale, fai altro.

Facendo un esempio concreto non serve che mi dimostri che una Ferrari è in grado di fare i 300 all’ora, lo so per certo, per conoscenza, per cultura, per sensibilizzazione. Come so che se vado da un avvocato mi chiederà dei soldi per le lettere che sa e dovrà scrivere.

Ma come fa un avvocato a chiedere e ottenere un compenso per scrivere una semplice lettera? Semplice, perché l’avvocato è una professione nota, conosciuta, radicata, storicizzata, istituzionalizzata,

Il professionista digitale, invece, è come l’alieno sceso sulla terra a vendere un frutto ignoto,

un vero e proprio neonato nel mondo delle professioni e per questo ancora poco conosciuto, per nulla definito, male identificato e pertanto non del tutto assimilato dal mercato.

Ecco perché si rende necessario sensibilizzare il grande pubblico e fare cultura sulle professioni digitali.

Per poter assegnare il giusto valore alle azioni e alle singole figure professionali.

Così che ci si allinei al venditore di frutta. Quello che possiede la merce migliora e la sa vendere avrà più clienti di quello con la frutta marcia e l’aria da stronzo supponente. E almeno sappiamo che di frutta stiamo parlando e che frutta stiamo acquistando.

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